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Regime forfettario e lavoro dipendente

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Quando ci si chiede se il regime forfettario sia compatibile con il lavoro dipendente, sono principalmente due le possibili domande a cui si cerca risposta: 

Si può aprire una partita IVA e aderire al regime agevolato essendo lavoratori dipendenti

Si può assumere un lavoratore dipendente essendo titolari di partita IVA forfettaria? 

Queste domande ci fanno sorgere dubbi sui requisiti d’accesso e sui limiti per accedere al regime forfettario, oltre che sulle agevolazioni che presentano a chi lo applica. Facciamo un po’ di chiarezza! 

Indice

Regime forfettario 2020 e lavoro dipendente

Il regime forfettario non è altro che un regime agevolato a cui possono aderire persone fisiche che desiderano iniziare un’attività di impresa o professione in forma individuale, in possesso dei requisiti d’accesso e non soggetti alle cause di esclusione.


Ricordiamo che la Legge di Bilancio 2020 prevede che possono rientrare in questo regime solo coloro che hanno conseguito ricavi o percepito compensi non oltre i 65.000 euro e coloro che non rientrano nelle cause di esclusione. Leggi la nostra guida sul regime forfettario 2020 per avere tutte le informazioni di cui hai bisogno.


Quali sono queste cause? Vediamolo insieme! A breve ci soffermeremo su quelle in riferimento al lavoro dipendente


A partire dal 1° gennaio 2020, il regime forfettario è stato sottoposto ad una serie di modifiche relative ai requisiti d’accesso e ai nuovi adempimenti obbligatori. 

Tra le varie novità c’è anche l’introduzione di una nuova causa ostativa correlata al lavoro dipendente, che non permette ai soggetti che hanno reddito da lavoro dipendente o ricavi assimilati a quelli di lavoro dipendente (art.49 e 50 TUIR) dell’anno precedente superiori all’importo di 30.000 euro di avvalersi del regime forfettario


Aggiungiamo che la soglia dei 30 mila vale soltanto per le entrate percepite in via ordinaria e non per i compensi assoggettati a tassazione separata


Quindi anche se si dovesse superare il limite per i redditi non ordinari, è comunque possibile continuare ad applicare questo regime. 


Vogliamo fare un esempio? 


Un titolare di partita IVA ha percepito nel 2019 un reddito da lavoro dipendente per 25.000 euro e nello stesso anno anche un pagamento dall’INPS per 10.000 euro. La somma quindi andrebbe a superare la soglia prevista come limite massimo del regime forfettario. 


Saremo quindi esclusi dal regime forfettario? 


No, il pagamento dell’INPS non rientra nei redditi ordinari, in quanto soggetto a tassazione separata, dunque la causa ostativa non è integrata e il regime forfettario può essere applicato nel periodo d’imposta 2020. 

A partire da quando si dovranno adottare questi limiti?

La nuova causa di esclusione riguardante il reddito da lavoro dipendente sarà attiva già dal 2020, quindi state attenti a non aver conseguito redditi di lavoro dipendente e/o assimilati superiori a Euro 30.000 nel 2019!

 

Apertura partita iva da lavoratore dipendente: requisiti per accedere e cause di esclusione

Un lavoratore dipendente che vuole avviare la propria attività e aprire la propria partita Iva passando al regime forfettario deve soddisfare due condizioni precise, oltre alle generali cause di esclusione previste dalla Legge di Bilancio:

  1. I ricavi ottenuti durante il corso dell’anno precedente come lavoratore dipendente, (inclusi quelli assimilati), non devono superare i 30.000 euro, ad eccezione del caso di cessazione del rapporto di lavoro. Questa soglia non va quindi considerata se il rapporto lavorativo si è concluso prima della fine dell’anno.
  2.  
  3. Il fatturato conseguito nei confronti del datore di lavoro deve essere inferiore del 50% del fatturato complessivo. Non bisognerebbe quindi fatturare prevalentemente nei confronti dell’attuale datore di lavoro o di quello avuto nei due anni precedenti, incluse persone ad esso riconducibili.
  4.  

REGIME FORFETTARIO: REDDITI ASSIMILATI E VERIFICA DELLA SOGLIA

La norma fa riferimento ai redditi dipendenti e a quelli assimilati di lavoro dipendente (art. 49 e 50 del TUIR). Ma che cosa sono esattamente? 


Nella prima rientrano il ricavo che deriva dalla prestazione di lavoro e il reddito da pensione. La seconda categoria è più ampia e principalmente include i compensi ottenuti dai soci delle cooperative, le somme ricevute sotto forma di borsa di studio o di assegno, i ricavi ricevuti per le cariche elettive, ma non solo. Nel caso in cui non sappiate se i  vostri redditi rientrino in queste categorie, contattateci tramite il nostro form qui sotto e un nostro collaboratore sarà più che felice di aiutarvi.

In più, se il rapporto di lavoro dovesse cessare, non bisogna considerare il reddito ottenuto per lavoro dipendente come limite. Per esempio, se si fosse cessato un rapporto di lavoro dipendente nel novembre del 2019 che ha fruttato un reddito lordo di € 40.000 e nel gennaio del 2020 si decidesse di aprire una partita IVA, la causa ostativa del reddito da dipendente non opererebbe. Si potrà quindi aderire al regime forfettario.

COSA SUCCEDE SE SI SUPERANO I 30.000?

Nel caso in cui si superino i 30.000 euro, non si potrà applicare il regime forfettario e l’unica soluzione adottabile sarà il regime ordinario.

REGIME FORFETTARIO E LAVORO DIPENDENTE: CONCETTO DI PREVALENZA

L’adesione al regime forfettario richiede la verifica del principio di prevalenza per coloro che conseguano redditi sia come lavoratori autonomi che come lavoratori dipendenti (o assimilati) nei confronti dello stesso datore di lavoro. 


Ma che cos’è il concetto di prevalenza


Come precisato nella circolare n. 9 del 10/04/2019 dell’Agenzia delle Entrate, fatturare in prevalenza, ovvero per più del 50 per cento, nei confronti del proprio datore di lavoro comporta l’esclusione dal regime agevolato. Non si tratta di quanto tempo sia stato impiegato nel rapporto di lavoro dipendente, ma dei compensi incassati che derivano dal datore di lavoro con cui si interagisce attualmente o con cui si ha interagito nei due anni antecedenti, intesi come precedenti periodi d’imposta. 


Ad esempio, se i compensi percepiti dal datore di lavoro fossero equivalenti a € 15.000 e quelli ottenuti da altri a € 20.000, sarebbe possibile applicare il regime forfettario.
La verifica del principio di prevalenza viene effettuata al termine del periodo d’imposta, solitamente coincidente con l’anno solare.
Possiamo chiarire questo concetto con l’esempio riportato nella Legge di Bilancio 2020 (Legge n. 160 del 27/12/2019):

«Si consideri, ad esempio, un contribuente che abbia avuto un rapporto di lavoro concluso nel 2018; lo stesso può applicare il regime forfettario nel 2019, ma se alla fine del 2019 risulta che ha fatturato prevalentemente nei confronti del suo precedente datore di lavoro ovvero di soggetti direttamente o indirettamente ad esso riconducibili dovrà fuoriuscire dal regime forfettario nel 2020»

L’eccezione alla regola è costituita dai lavoratori autonomi che hanno lavorato con carattere di prevalenza alle dipendenze dei datori di lavoro sotto forma di tirocinio; possono aderire al regime forfettario.

Il concetto di prevalenza fa riferimento ai redditi provenienti dall’attuale datore di lavoro o dall’ex datore di lavoro, con cui si è avuto un rapporto di lavoro nei due periodi d’imposta precedenti

Come vanno intesi i due periodi d’imposta precedenti? 

Prendiamo come esempio un soggetto che decide di aprire la sua attività professionale, adottando il regime forfettario nel 2020, avendo fatturato prevalentemente nei confronti dell’ex datore di lavoro, laddove il rapporto di lavoro è stato concluso prima dell’1° gennaio 2018. 

In tal caso, non si tratta di causa ostativa e si può applicare il regime forfettario.

Assumere dipendenti essendo un Regime Forfettario: requisiti per accedere e cause di esclusione

Succede spesso di avere bisogno di sostegno nella gestione dell’intero carico di lavoro della propria attività commerciale o professionale. 

Cosa accade se si vuole assumere un dipendente/collaboratore nel regime forfettario

Purtroppo, a differenza del 2019, dove si era liberi di assumere senza nessun limite, al giorno d’oggi bisogna rispettare un’importante soglia. Un titolare di Partita IVA in regime forfettario che desidera assumere un dipendente deve rispettare la seguente causa di esclusione:

1. Le spese per il personale (dipendenti o collaboratori) che sono state sostenute nell’anno precedente non devono superare i 20.000 euro lordi.

LAVORATORI DIPENDENTI O COLLABORATORI ESTERNI NEL REGIME FORFETTARIO

Qual è la principale differenza tra lavoratori dipendenti e collaboratori esterni e come bisogna comportarsi nel mondo del regime forfettario

Le due categorie si distinguono a livello fiscale e contrattuale. Infatti, i collaboratori esterni o “freelance” sono fiscalmente considerati come lavoratori autonomi con o senza partita iva. Di conseguenza, non fanno parte dell’organico, a differenza dei lavoratori dipendenti che invece ricevono una busta paga mensile sotto un regolare contratto. 

Cosa bisogna fare in caso di assunzione di dipendenti nel regime forfettario?

 Ricordiamo che è necessario presentare la Certificazione Unica solo nel caso di assunzione di lavoratori subordinati e non di collaboratori esterni. Non si è obbligati invece ad applicare la ritenuta d’acconto o inviare il Modello 770.

Inoltre, ricordiamo che non è possibile avere soci se si vuole aderire e mantenere il regime forfettario, poiché tutti quelli che sono in possesso di quote di partecipazione a società e associazioni, ne sono esclusi.

SI POSSONO DEDURRE LE SPESE NELL’ASSUMERE DIPENDENTI NEL REGIME FORFETTARIO?

La risposta è no. La particolarità del regime forfettario sta proprio nella determinazione forfettaria delle spese, calcolate in base ad una percentuale fissa a seconda del Codice ATECO (coefficiente di redditività). 

Le spese che vengono sostenute durante l’esercizio e le spese effettuate per gli stipendi e i contributi dei dipendenti non possono essere dedotte o scaricate dalla dichiarazione dei redditi. Le uniche spese deducibili nel regime agevolato sono quelle correlate ai contributi previdenziali.

ASSUMERE DIPENDENTI NEL REGIME FORFETTARIO: E’ CONVENIENTE?

Magari vi starete chiedendo se sia conveniente o no assumere dipendenti nel regime forfettario. La risposta può variare in base ai casi. 

Prima di tutto, dipende dal tipo di attività che state svolgendo, dato che ognuna di queste presenta una diversa percentuale di spese deducibile dal reddito lordo. 

Un architetto deduce il 22% delle spese, mentre un venditore il 60%; quest’ultimo presenta un margine di spesa maggiore, anche in caso di assunzione di dipendenti. 

In più, bisogna prendere in considerazione i vari adempimenti nell’esercizio delle attività; in alcuni casi è più conveniente optare per dei collaboratori esterni, per i quali non è necessario rilasciare ritenute, contributi ecc. 

In caso vi sorga il dubbio in questione, noi siamo pronti ad offrirvi il nostro supporto professionale per aiutarvi a fare la scelta migliore, quindi non esitate a scriverci compilando il form qui sotto!

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