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Costo apertura partita iva regime forfettario

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Prima di analizzare i costi di apertura di una partita iva in regime forfettario è bene fare alcune considerazioni che potranno portarci fin da subito nella giusta direzione.

 Aprire una partita iva implica innanzi tutto la scelta del regime a cui aderire. Possiamo scegliere attualmente tra 2 regimi quello ordinario e quello forfettario. 

Da cosa dipende la scelta? 

Sicuramente se abbiamo i requisiti per aderire al regime forfettario questa è sempre (o quasi) la scelta migliore.

Altre considerazioni sono la cassa professionale a cui bisognerà iscriversi (se è obbligatoria), il proprio codice ATECO e i contributi INPS.

 E’ sempre meglio quindi avere un quadro completo della propria situazione e scegliere la strada più conveniente sia in termini di costi iniziali, costi di gestione e tassazione.

Indice

Costo apertura partita iva regime forfettario: chi può farlo e quando non conviene

Come abbiamo già detto il regime forfettario è complessivamente il più conveniente sotto tutti i punti di vista. Le semplificazioni degli adempimenti amministrativo-contabili e le agevolazioni fiscali lo rendono ad oggi la miglior soluzione per la maggior parte delle partite iva.

Per poter accedere al nuovo regime forfettario 2020 però bisognerà rispettare due limiti:

• Ricavi massimi di 65mila Euro annui;

• Spese per collaboratori o dipendenti non superiori a 20mila Euro lordi annui.

I costi di apertura della partita iva in regime forfettario e della sua gestione annuale dipenderanno essenzialmente dalla scelta del tuo consulente oltre che ovviamente dal tipo di attività che andrai a svolgere (codice ATECO). 

Il costo per l’apertura e gestione della partita iva in regime forfettario è più basso se opterai per un “commercialista online”. Il motivo è molto semplice. Il “classico commercialista” ha costi fissi molto più elevati e una struttura più rigida. Un servizio online, grazie alla tecnologia e alla standardizzazione di determinati processi consente al commercialista digitale di poter fornire gli stessi servizi a un prezzo più competitivo.

 

Quando invece non conviene il regime forfettario?

È una domanda a cui è difficile poter dare una risposta generale. Bisognerebbe valutare insieme a un professionista la propria situazione personale in modo da scegliere il regime più conveniente

Dovendo rispondere in maniere semplicistica possiamo considerare 2 punti ai fini di una non convenienza al regime forfettario:

• Spese molto alte per la propria attività: come sappiamo il regime forfettario non consente di detrarre i costi sostenuti per la propria attività. Avremo la possibilità di detrarre una percentuale fissa (coefficiente di redditività) sui nostri ricavi totali, se il risultato dei costi forfettari detraibili risulterà notevolmente più basso delle nostre effettive spese ecco che forse il regime forfettario potrebbe non essere la scelta migliore.

• Notevoli detrazioni o deduzioni. Dobbiamo quindi valutare la nostra situazione personale e familiare per comprendere se i vantaggi fiscali che andiamo a perdere aderendo al regime forfettario sono maggiori delle agevolazioni che avremmo con l’adesione allo stesso.

 

Costo apertura partita iva regime forfettario: liberi professionisti

L’apertura della partita iva per un professionista è un processo molto semplice.

E’ anche possibile aprirsi in maniera del tutto autonoma la partita iva presso la sede competente dell’Agenzia delle entrate. 

Il nostro consiglio è però quello di farsi seguire da un professionista per inquadrare al meglio il proprio regime di riferimento, il codice ATECO, la propria cassa ed evitare di commettere errori nella compilazione della richiesta. Questo per non incorrere in sanzioni future che potrebbero costare molto di più della consulenza richiesta dal professionista scelto. 

Se deciderai di aprire la partita iva con Facileforfettario.it sappi che non dovrai spendere nulla in quanto è compresa nella gestione annuale dei nostri pacchetti. Valuteremo la tua situazione, compileremo la domanda e la invieremo per te, facile no?

Tornando ai costi, un professionista, dovrà obbligatoriamente iscriversi alla sua cassa di riferimento (architetti, avvocati, ingegneri ecc.) e versare direttamente i contributi previsti dalla stessa. 

Oltre alla cassa generalmente è anche obbligatorio iscriversi all’albo di riferimento che ha un costo di circa 250-300€ all’anno a seconda della professione. Nel caso in cui la propria professione non preveda una specifica cassa si rientrerà obbligatoriamente nella gestione separata INPS.

Costo apertura partita iva regime forfettario: ditta individuale, artigiani e commercianti

I costi per l’apertura della partita iva per una ditta individuale sono maggiori rispetto ad un professionista. 

Se sei un artigiano o un commerciante gli adempimenti per iniziare la tua attività sono più complessi. 

E’ necessaria l’iscrizione alla camera di commercio con i relativi costi che sono i diritti di segreteria, la CCIAA (diritto annuale alla camera di commercio) e l’imposta di bollo. Solo questi costi “vivi” si aggirano intorno ai 250€. 

Oltre alla camera di commercio sarà necessario anche presentare la SCIA ( segnalazione certificata inizio attività) per comunicare l’effettivo inizio della tua attività

Soprattutto in questo caso riteniamo che farsi seguire da un professionista sia la scelta migliore per non commettere errori che potrebbe costare “caro” in termini di sanzioni amministrative. Con il nostro servizio specifico per gli artigiani e i commercianti penseremo a tutto noi. Dall’apertura alla gestione completa annuale del tuo regime forfettario.

Anche in questo caso oltre ai costi di apertura sarà obbligatoria la gestione artigiani e commercianti INPS ed per alcune attività anche il premio INAIL ai fini assicurativi per gli infortuni sul lavoro.

 

Quale tipologia scegliere: differenze con regime ordinario

Come abbiamo visto ci sono alcuni casi in cui può essere più conveniente scegliere il regime ordinario. C’è da tenere in considerazione che il regime ordinario porta con se determinati adempimenti sia contabili che fiscali:

• Obbligo di registrazione sia delle fatture emesse che ricevute

• Fatturazione elettronica obbligatoria

• Registro degli incassi e pagamenti

• Registro dei beni ammortizzati

• IRPEF e IRAP

• Assoggettamento agli ISA

• Spesometro

• Instrastat

• Liquidazione periodica IVA

• Dichiarazione annuale IVA

E’ evidente quindi che il passaggio o la scelta di un regime ordinario porta inevitabilmente ad un aumento in termini di costi notevole per la gestione amministrativa e contabile dello stesso. Nella maggior parte dei casi anche la tassazione risulterà maggiore. Questo fa si che la scelta migliore se si rientra nei limiti dei regimi forfettari è di non aderire al regime ordinario finchè la cause di esclusione ci “forzeranno” a doverci per forza spostare su quest’ultimo.

Applicazione imposta sostitutiva nel regime forfettario: perchè conviene?

Uno dei vantaggi del regime forfettario è di poter applicare un’imposta sostitutiva al proprio reddito imponibile. 

La tassazione del regime forfettario è la più bassa in assoluto in Italia con il 15% d’imposta sul reddito imponibile che si riduce al 5% per i primi 5 anni di attività. 

Quello che cambia a seconda dell’attività è invece il coefficiente di redditività. Con la scelta del codice ATECO in base al proprio tipo di attività si avranno % coefficienti diversi. 

A cosa serve questa percentuale? Facciamo un esempio per rendere tutto più semplice:

 

Carlo è un Architetto e il suo coefficiente di redditività è del 78%

 

Paolo è un commerciante e il suo coefficiente di redditività è del 40%

 

Entrambi hanno appena iniziato la propria attività e hanno quindi diritto al 5% di imposta sostitutiva.

 

Alla fine dell’anno entrambi hanno conseguito ricavi per 30.000 Euro. Quanto andranno a pagare di tasse?

 

Nonostante abbiano avuto entrambi ricavi per 30.000 Euro le tasse che andranno a pagare saranno differenti.

 

Carlo che ha un coefficiente di redditività del 78% avrà un reddito imponibile di 23.400 Euro (78% di 30.000) e pagherà 1.170 Euro (5% di 23.400) d’imposta sostitutiva.

 

Paolo invece che ha un coefficiente di redditività del 40% avrà un reddito imponibile di 12.000 Euro (40% di 30.000) e pagherà 600 Euro (5% di 12.000) d’imposta sostitutiva.

 

Questo semplice esempio ci fa capire quanto sia importante inquadrare il proprio codice ATECO in base al tipo di attività svolta per poi determinare in maniera corretta l’imposta sostitutiva che si dovrà pagare alla fine dell’anno.

 

Con i nostri consulenti avrai un quadro completo della tua partita iva fin dall’apertura. Potrai poi focalizzarti solo sul tuo business! Facile forfettario offre la gestione completa a 360° del tuo regime forfettario, con un consulente dedicato, un software di fatturazione elettronica e tanto altro ancora, clicca qui e scopri come funziona!

 

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