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Calcolo tasse regime forfettario

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In questo articolo andremo a vedere insieme come calcolare le imposte nel regime forfettario. Partiamo prima di tutto con un accenno su cosa comporta questo regime agevolato e quali sono i suoi limiti di ingresso. Il regime forfettario permette a chi vi accedere di poter usufruire di grossi vantaggi sia a livello fiscale che a livello contabile. Per accedervi nel 2020 è però necessario rispettare 2 requisiti:

          Ricavi fino a un massimo di Euro 65.000 all’anno;

         Spese per lavoro dipendenti e collaboratori fino a un massimo di Euro 20.000 all’anno.

 

Oltre a questi 2 requisiti introdotti dalla legge di bilancio 2020 chi accede al regime forfettario deve anche rispettare alcune cause di esclusione. Per essere sicuri di poter rientrare in questo regime agevolato vi consigliamo di leggere la nostra guida regime forfettario 2020.

Indice

Calcolo tasse regime forfettario 2020

Tralasciando per un attimo i vantaggi contabili nel regime forfettario analizziamo invece dal punto di vista fiscale quali sono i grandi vantaggi di questo regime.

 

Mentre con la tassazione ordinaria l’italia non è sicuramente tra i paesi più “concorrenziali” In termini di imposte, con il regime forfettario siamo di fronte a un’imposta tra le più basse d’Europa. Per il regime forfettario, le tasse ordinarie come IRPEF, IRAP e addizionali regionali, vengono sostituite da un’aliquota sostitutiva del 15% che arriva addirittura al 5% per i primi 5 anni di attività. Questa % verrà calcolata su un reddito imponibile “forfettario” e non quindi sulla differenza tra costi e ricavi come avviene nel regime ordinario.

 

Andiamo a vedere meglio nel dettaglio nei prossimi paragrafi cosa significa e come calcolarlo  fornendo alcuni esempi pratici per semplificare il tutto.

Reddito imponibile e imposta da versare: calcolo per regime forfettario

.Prima di tutto definiamo meglio cosa si intende per reddito imponibile. Il reddito imponibile altro non è che quella parte di reddito sulla quale si andrà a calcolare il 15% (o 5% in caso di nuova attività) per determinare l’effettiva imposta che si andrà a pagare alla fine dell’esercizio.

 

Come calcolare il reddito imponibile e sapere quindi quante tasse dovremo pagare a fine anno?

Partiamo dalla prima informazione essenziale per poter calcolare le nostre tasse, il codice ATECO riferito alla nostra attività. Quando aprirai la tua partita iva come regime forfettario dovrai inserire il tuo codice ATECO di riferimento per inquadrare che tipo di attività andrai a svolgere. Questo non servirà solo all’agenzia delle entrate a capire che tipo di business andrai a svolgere ma
servirà soprattutto a definire il tuo coefficiente di redditività.

 

Cos’è il coefficiente di redditività?

Il coefficiente di redditività è una % che servirà a calcolare il tuo reddito imponibile, sul quale poi come già detto, verranno calcolate le tasse. Proviamo a spiegare meglio quindi tutti i passaggi (nei paragrafi successivi troverai anche degli esempi). A fine anno per il calcolo delle imposte da versare si dovrà quindi moltiplicare i tuoi ricavi TOTALI per il coefficiente di redditività della tua
attività. Il risultato sarà uguale al tuo reddito imponibile.

 

Quindi per fare chiarezza ai fini del calcolo del reddito imponibile per il regime forfettario:

        
• I ricavi o compensi da considerare sono solo quelli effettivamente incassati nell’esercizio

       I costi e le spese sostenute durante l’esercizio non possono essere detratte, questo significa che sostanzialmente ai fini del calcolo delle imposte non sono rilevanti;

          L’unico costo detraibile è il contributo previdenziale versato durante l’anno.

Come fare bene il calcolo e non sbagliare: dal reddito imponibile all’imposta da versare

Abbiamo capito come calcolare il reddito imponibile e ora? Molto semplice

 

L’unico costo che un regime forfettario può detrarre sono i contributi previdenziali (INPS, casse ecc.). Per quando riguarda i contributi previdenziali il regime forfettario gode di un’opzione per una riduzione del 35%

 

Tornando ai calcoli, ottenuto così il reddito imponibile dobbiamo sottrarre il costo dei
contributi previdenziali pagati
, andremo quindi a toglierli per ottenere finalmente il reddito su cui calcolare le nostre tasse (reddito imponibile netto). Una volta tolti i contributi possiamo quindi calcolare definitivamente le nostre tasse, andremo a moltiplicare il risultato ottenuto per il 15% nel
caso di attività iniziata da più di 5 anni o per il 5% nel caso di nuova at
tività. 

 

Andiamo a vedere insieme 2 esempi pratici per chiarire ogni dubbio.

Calcolo tasse regime forfettario: Esempio

Paolo lavora da 2 anni come psicologo e rientra nel regime forfettario. Essendo la sua attività appena avviata (entro 5 anni) potrà applicare un aliquota del 5% come imposta sostitutiva.

Nell’anno 2020 ha ottenuto ricavi grazie alle sue prestazioni per un totale di Euro 30.000 e ha versato alla sua cassa contributi previdenziali per Euro 3.000.

Essendo uno psicologo il suo coefficiente di redditività è del 78%.

Calcoliamo quindi il suo reddito imponibile lordo:

(ricavi) x (coefficiente di redditività) = Reddito imponibile lordo

Avremo quindi

30.000 x 78% = 23.400

Il nostro reddito imponibile lordo è quindi di 23.400 a questo dobbiamo però ancora togliere i contributi previdenziali; otterremo così il nostro reddito imponibile netto.

(reddito imponibile lordo) – (contributi versati) = Reddito imponibile netto

23.400 – 3.000= 20.400

A questo punto siamo pronti ad applicare la nostra aliquota, in questo caso il 5%, al reddito imponibile netto per ottenere definitivamente le tasse da pagare alla fine dell’anno. Avremo quindi:

(reddito  imponibile netto) x (aliquota imposta) = Tasse da pagare

20.400 x 5%= 1.020

Come conclusione quindi Paolo dovrà pagare Euro 1.020 di tasse per l’anno 2020.

 

Procediamo con un esempio per un’altra tipologia di attività.

 

Marianna è un agente di commercio in regime forfettario che lavora ormai nel suo settore da oltre 10 anni. Non essendo una nuova attività la sua aliquota d’imposta sarà quindi del 15%.

Nel 2020 ha ottenuto ricavi totali per Euro 30.000 e ha versato contributi INPS per Euro 3.000.

Essendo un agente di commercio il suo coefficiente di redditività è del 62%.

Procediamo come prima a calcolare quindi il suo reddito imponibile lordo, in questo caso avremo:

(ricavi) x (coefficiente di redditività) = Reddito imponibile lordo

30.000 x 62% = 18.600

Il reddito imponibile lordo di Marianna è quindi 18.600, procediamo togliendo i contributi per trovare il suo reddito imponibile netto:

(reddito imponibile lordo) – (contributi versati) = Reddito imponibile netto

18.600 – 3.000 = 15.600

Ora applichiamo quindi l’aliquota del 15% per ottenere l’imposta finale da versare allo stato:

(reddito  imponibile netto) x (aliquota imposta) = Tasse da pagare

15.600 x 15% = 2.340 

Marianna dovrà versare Euro 2.340 per le tasse dell’esercizio 2020.

Regime forfettario tassazione: conviene?

La risposta è: dipende!

Nella maggior parte dei casi il regime forfettario dal punto di vista dellatassazione è in assoluto il più conveniente. Quindi senza ombra di dubbio è la scelta migliore se possiedi tutte le caratteristiche per poterci aderire. Gli unici casi in cui sconsigliamo l’adesione al regime forfettario
sono i seguenti:

        
Nel caso in cui i costi/spese per la tua attività siano notevolmente superiori di quelle che risulterebbero con il calcolo forfettario dal tuo coefficiente di redditività.

       
L’altro caso è quello dei carichi di famiglia. I regimi forfettari non possono detrarre/dedurre alcuna spesa per carichi di famiglia e quindi le stesse andranno perse.

In entrambi i casi andrà quindi verificata la differenza tra le “agevolazioni perse” in termini di costi e detrazioni/deduzioni e i vantaggi fiscali del regime forfettario. Non è sempre detto che anche se si hanno detrazioni/deduzioni  per carichi di famiglia e costi notevoli non sia comunque più conveniente aderire al regime forfettario. Questo per il semplice fatto che la differenza di tassazione tra il regime forfettario e quello ordinario è notevole e quindi nonostante la perdita di detrazioni può comunque risultare più conveniente aderire comunque al regime agevolato.

 

Speriamo con questi esempi di aver chiarito i dubbi riguardanti la tassazione nel regime
forfettario
e se sia conveniente o meno aderire allo stesso; se così non fosse abbiamo a disposizione un Team di esperti che potrà aiutarvi nella scelta del regime più conveniente per la vostra attività.


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